Ricordi dell’estate – Campo Adulti Fontanazzo

Anche quest’anno i campi adulti vissuti a Fontanazzo sono stati una bella occasione di condivisione e di fraternità, nella splendida cornice della val di Fassa. A distanza di qualche settimana e con ancora il ricordo vivo di quell’esperienza riportiamo alcuni pensieri di chi l’ha vissuta in prima persona.

 

Ida

Amici di vecchia data, volti nuovi, tanti sguardi che si incrociano, sorrisi che risplendono, abbracci e la voglia di stare insieme.  Il campo adulti e famiglie,  per me, è  sempre una bella occasione di incontro e condivisione. 

Quest’anno, per me, è  stata una vacanza speciale  dove, complice una caduta e 2 giorni  in ospedale, ho sentito vicino ciascuno, ho sentito la forza dell’associazione,  della comunità che si è  fatta bosco attorno ad un albero  bisognoso.

In quei 2 giorni in tanti si sono stretti a me con un messaggio, una foto, una telefonata,  attraverso la preghiera personale e collettiva, ciascuno nel suo modo, con le proprie caratteristiche  ha creato un  nuovo legame di comunità. Ho sentito  di essere insieme ad altri, che le mie paure non le vivevo da sola e si affievolivano perché condivise. Ho sperimentato il bello di essere  in una comunità viva, vivace e creativa che sa affrontare la quotidianità  sostenendo e accogliendo ogni persona.

Antonietta

E’ il primo anno che vivo l’esperienza del campo adulti e famiglie a Fontanazzo. Faccio parte dell’Azione Cattolica da tanti anni, ne fanno parte anche mio marito e i miei tre figli…ma è la prima volta che vi partecipo. La voglia di partecipare è nata da un invito. “venite anche voi! I ragazzi si divertiranno insieme”. In realtà ci siamo divertiti tutti!

I ragazzi hanno incontrato ragazzi che già conoscevano e fatto nuove amicizie e per noi adulti è stato un tempo prezioso per riposarsi dopo un anno a dir poco “particolare”. Indiscutibilmente l’emergenza epidemiologica in essere ha modificato le nostre vite; ha imposto nuove modalità di lavoro a noi adulti e costretto i nostri figli a nuove modalità di apprendimento, ma soprattutto ha limitato gli incontri, le relazioni, gli abbracci. Il tema del campo è stato proprio centrato su questo “dall’Io al noi”. Come possiamo fare per uscire dall’egoismo che spesso ci pervade? Con il distanziamento sociale siamo stati isolati, separati allontanati. Egoismo che ci induce a dimenticare la verità fondamentale: che siamo tutti parte di un unico e armonioso organismo comunitario.  Più siamo persone aperte all’incontro, capaci di vivere nella comunità, più siamo persone vere e autentiche

E il campo è proprio il luogo in cui le parole si trasformano in realtà. Accoglienza, condivisione, rispetto, scelte condivise, apertura, accettazione dell’altro, ascolto diventano reali durante gli incontri, durante i momenti di preghiera, durante le passeggiate, nelle serate di giochi e risate, durante una partita di pallavolo vecchi vs giovani.

… e adesso finito il campo e tornata alla quotidiana realtà, alcune domande poste in un incontro condotto da don Massimo sui sogni di Giuseppe mi seguono e stimolano: “oggi si può sognare?” ”si può sognare qualcosa di grande?” ma soprattutto “tu ce l’hai un sogno?”. Dio ama chi sogna in grande!

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