Il Consiglio Diocesano si riunisce per definire gli obiettivi

Nella giornata di Sabato 9 giugno il Consiglio Diocesano di Azione Cattolica si è riunito in una giornata di lavori presso la “casa vocazionale” di Pieve Acquedotto.

La mattinata è cominciata con le lodi insieme al Mons. Vescovo Livio Corazza il quale, a seguire, ha salutato tutto il consiglio diocesano, lasciando loro alcune linee pastorali e progettuali da seguire per l’anno associativo 2018/2019. Per tutto il resto della giornata il consiglio ha lavorato in plenaria e in gruppi di lavoro specifici avendo come schema da seguire gli Orientamenti Triennali dell’azione cattolica nazionale e il documento programmato per il triennio 2017-2020 realizzato ad hoc per la diocesi di Forlì-Bertinoro.
La giornata si è conclusa con la celebrazione eucaristica tenuta dal parroco della pieve don Andrea Carubia assieme a tutte le famiglie di ciascun consigliere.
L’Azione cattolica ha obiettivi ben precisi:
1. La cura della parrocchia. 
Abitare le parrocchie e prenderci cura dei processi di
trasformazione in atto, aiutarle a reinterpretarsi in senso missionario secondo la prospettiva dell’EG.
Cura della parrocchia significa continuare ad accompagnare e sostenere con sempre più forza il servizio dei presidenti parrocchiali, dei consiglio parrocchiali AC, dei nostri assistenti e crescere nella proposta formativa dell’IC
2. Il dialogo e il confronto con le culture
 nella volontà di spendersi nel dibattito culturale e darsi gli strumenti per poter dialogare sui temi cari alla vita delle persone e dei territori.
Dialogo è impegno tenace e creativo per la costruzione di alleanze dentro e fuori la Chiesa, per poter costruire il bene comune
3. La cura della vita del laico,
 attraverso il sostegno della sua vita spirituale e la ricerca degli strumenti per accompagnarla. Questa attenzione passa dall’impegno sempre più consapevole e creativo per una formazione capace di sostenere i laici a vivere nel mondo.
4. La popolarità 
come impegno delle nostre associazioni locali ad essere “con tutti e per tutti”, porsi in ascolto delle domande, trovare linguaggi e forme perché il Vangelo arrivi a tutti.

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