#Futuropresente: l’Azione Cattolica compie 150 anni

L’appartenenza all’Azione Cattolica Italiana costituisce una scelta da parte di quanti vi aderiscono per maturare la propria vocazione alla santità, viverla da laici, svolgere il servizio ecclesiale che l’Associazione propone per la crescita della comunità cristiana, il suo sviluppo pastorale, l’animazione evangelica degli ambienti di vita e per partecipare in tal modo al cammino, alle scelte pastorali, alla spiritualità propria della comunità diocesana.” (STATUTO dell’AC art. 15.1)

 

Le origini dell’Azione cattolica italiana sono riconducibili all’iniziativa di Mario Fani e Giovanni Acquaderni, i quali, nel corso dei primi mesi del 1867, promossero una serie di incontri per creare un’associazione a carattere nazionale. Il frutto del confronto serrato si tradusse nell’appello lanciato il 29 giugno dello stesso anno, non a caso nella solennità dei santi Pietro e Paolo, attraverso il quale chiamarono a raccolta i giovani per «portar alto e intemerato il glorioso Vessillo della Religione», che la società del tempo stava sradicando dal vissuto della popolazione. I mezzi per conseguire l’ambizioso obiettivo furono subito individuati nel trinomio «preghiera, azione, sacrifizio», che costituì l’asse portante della spiritualità.

A Forlì-Bertinoro nacquero i primi comitati diocesani e parrocchiali nel 1877, ma solo nel 1923 si registrò l’esistenza piena dell’Azione Cattolica che allora si ritrovava presso i locali del San Luigi.

 

Sono passati 150 anni, è cambiato profondamente il mondo, si sono modificate le sensibilità culturali e i linguaggi, ma vi è un lungo filo di impegno educativo, capillare e costante, che unisce l’AC delle origini a quella di oggi.

Nel tempo si sono diversificare le modalità di formazione, ampliati i destinatari coinvolgendo uomini e donne di ogni età della vita, sono variati i modelli pedagogici e pastorali di riferimento ma costante è rimasta l’intenzionalità formativa.

Costante nel tempo è stata la formazione all’apostolato,la cura della vita spirituale, l’attenzione a formare all’impegno civile e a una cultura sociale promotrice del bene comune. Grazie a questa attenzione sono nate molteplici iniziative e opere (CSI, FUCI, CL, ecc) e si sono formate molte persone che hanno assunto nella loro vita responsabilità istituzionali (Scalfaro, Bindi, Falcone, Moro, Bachelet, La Pira, Mattarella e tanti altri).

 

Insomma, di strada, in centocinquant’anni, ne abbiamo fatta tanta. Oggi l’Azione cattolica nazionale conta circa 300.000 aderenti, quella diocesana 2000 ed è presente in più di 30 parrocchie (recentissima è la nascita dell’AC a San Martino in Strada). Anno dopo anno, attraverso la storia della Chiesa e del Paese, abbiamo camminato a fianco degli uomini e delle donne di ogni tempo, dagli anni dell’Unità d’Italia ai giorni nostri. E allora, lo possiamo dire, c’è forse un filo di emozione a pensare che anche quest’anno rinnoveremo l’adesione a un’associazione che ha vissuto l’ordinarietà della vita delle persone per così tanto tempo, favorendo il protagonismo di ciascuno e accompagnandone le diverse stagioni della vita. Per quest’anno lo slogan della campagna adesioni 2018 #fututopresente: aderire all’Ac facendo memoria della nostra storia, significa, innanzitutto, rinnovare la consapevolezza di essere popolo che cammina prendendosi cura di tutti, aiutando ognuno a crescere umanamente e nella fede, condividendo la misericordia con cui il Signore ci accarezza.

 

Questo è il compito che vogliamo assumere aderendo all’associazione: continuare a camminare accanto a ragazzi, giovani e adulti del nostro tempo e testimoniare i segni della presenza di Dio nelle nostre vite, a partire dalle nostre parrocchie. Questo 150esimo compleanno diventa l’occasione per realizzare ancora più intensamente il desiderio del Papa che ci chiede di far sì che ogni iniziativa, ogni proposta, ogni cammino sia esperienza missionaria, destinata all’evangelizzazione, non all’autoconservazione.

È un’Ac, quella che festeggia i centocinquant’anni, più che mai in uscita, vicina in particolare al povero e a chi soffre, abitante delle periferie sociali ed esistenziali. Insomma, con l’adesione all’Ac assumiamo su noi stessi il compito della missione, che non ci chiede sforzi eccezionali, ma testimonianze concrete di vita cristiana e di gesti semplici e ordinari all’insegna della fraternità e della responsabilità. Cari ragazzi, giovani e adulti di Azione cattolica – ci ha detto papa Francesco – andate, raggiungete tutte le periferie! Andate, e là siate Chiesa, con la forza dello Spirito Santo. Questo sarà il modo migliore aprire l’Ac al futuro che ci attende, cogliendo le sfide degli anni a venire e facendo di ogni complessità un’opportunità di bene e di novità.

 

Questa è la bellezza di appartenere alla vita tramite lo stile dell’Azione cattolica: aiuta ad essere cristiani nella fede, ad essere laici nel mondo, aiuta ad avere attenzione al bene comune, al mettere davanti al bene individuale il bene comune, l’attenzione al creato, ad essere Cristiani adulti e cittadini responsabili.

 

In questi 150 anni di vita l’Azione Cattolica ha sempre cambiato se stessa, strutture, regole, priorità e molte cose del proprio essere ma le ha sempre cambiate per rimanere fedele a ciò che era originariamente: un insieme di laici che vogliono condividere la responsabilità di portare la missione evangelizzatrice della Chiesa nel mondo.

 “Taglio della torta dei 150″ con gli ultimi 5 Presidenti Diocesani AC (da sinistra: Riccardo Ricci, Gabriella Pivi, Mirko Samorì, Edoardo Russo, Rita Celli)

Edoardo Russo

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