Chiesa casa di fraternità – Scuola di formazione – 10 Aprile 2026
Chiesa casa di fraternità
Un incontro per ascoltare, comprendere e camminare insieme
Giovedì 10 aprile, presso il teatro parrocchiale di Bussecchio, si è svolto l’incontro “Chiesa casa di fraternità. Per un’integrazione ecclesiale di tutti e di ciascuno”. Un momento intenso e partecipato, che ha intrecciato testimonianze di vita e riflessione pastorale, nel solco del cammino sinodale della Chiesa.
La serata si è aperta con due testimonianze che hanno dato volto concreto al tema dell’integrazione.
Antonella e Mario, coppia di divorziati risposati, hanno raccontato il loro cammino umano e spirituale, segnato inizialmente dalla sofferenza e dal senso di esclusione, ma progressivamente trasformato in un percorso di fede, accompagnamento e servizio. La loro esperienza mostra come l’accoglienza della comunità, l’ascolto empatico e la centralità della Parola di Dio possano aprire cammini di riconciliazione e integrazione. Nel tempo, la loro storia è diventata anche servizio ecclesiale, con l’impegno nella pastorale delle famiglie ferite e nella costruzione di percorsi di accompagnamento.
A seguire, Arianna e Graziano hanno condiviso il cammino vissuto come genitori davanti al coming out della figlia. Un percorso inizialmente segnato da smarrimento, paura e senso di colpa, fino alla scoperta, anche grazie all’incontro con altre famiglie e con accompagnatori spirituali, di una Chiesa capace di accogliere, ascoltare e camminare insieme. La loro testimonianza ha evidenziato quanto sia decisivo passare da una logica di giudizio a una di relazione, riconoscendo la dignità delle persone e accompagnando le famiglie nei passaggi più delicati.
Le testimonianze hanno preparato il terreno all’intervento di padre Pino Piva, gesuita, impegnato da anni nell’accompagnamento spirituale e nella pastorale delle cosiddette “situazioni di frontiera”. Il suo contributo ha offerto una chiave di lettura teologica e pastorale, profondamente radicata nel Vangelo e nel magistero recente.
Padre Piva ha richiamato con forza l’immagine della Chiesa come spazio di relazioni autentiche, in cui le differenze non sono un ostacolo ma una ricchezza. Riprendendo il documento del cammino sinodale, ha sottolineato il passaggio da una logica di esclusione, simile a una “dogana”, a una logica di cammino, in cui tutti sono in viaggio e nessuno è escluso a priori.
Al centro del suo intervento è emersa la prospettiva di Amoris Laetitia, in particolare il capitolo 8, sintetizzato nelle tre parole chiave: accompagnare, discernere, integrare. Non si tratta di applicare norme in modo astratto, ma di entrare nella concretezza delle storie, riconoscendo che le situazioni di vita sono complesse e che il giudizio sulla situazione oggettiva non coincide automaticamente con la colpevolezza personale.
Un passaggio particolarmente significativo ha riguardato il ruolo della coscienza. Padre Piva ha ricordato come la tradizione della Chiesa riconosca nella coscienza il luogo in cui la persona si pone davanti a Dio, accompagnata ma non sostituita dalla comunità e dai pastori. Questo implica un cammino personale e comunitario insieme, in cui il discernimento non è delegato ma condiviso e accompagnato.
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema del riconoscimento delle persone omoaffettive e transgender e delle loro famiglie. Riconoscere, ha spiegato, non significa approvare o giudicare, ma prendere sul serio la dignità della persona, conoscere il suo vissuto e superare ignoranza e pregiudizi. La comunità cristiana è chiamata a diventare un luogo in cui ciascuno possa sentirsi accolto, accompagnato e parte viva del cammino ecclesiale.
L’incontro si è così configurato come un’esperienza concreta di Chiesa sinodale: una Chiesa che ascolta, che si lascia interrogare dalle storie, che non teme la complessità e che sceglie di camminare insieme. Le parole di Papa Francesco, più volte richiamate durante la serata, ne sono state la sintesi più efficace: “tutti, tutti, tutti”.
Da questo momento nasce anche un invito per i gruppi e le nostre comunità: continuare a formarsi, creare spazi di ascolto, accompagnare le fragilità e costruire percorsi di integrazione reale. Perché la Chiesa possa essere sempre più, nella vita concreta delle persone, casa di fraternità.
Il video integrale della serata è disponibile sul canale YouTube dell’Azione Cattolica Diocesana.
Le slide proiettate da Padre Pino Piva sono invece disponibili al seguente link.
