CPA: corso propedeutico animatori/educatori

Il 15 aprile si è concluso il percorso CPA, corso propedeutico animatori/educatori.

Il CPA è presente nella nostra diocesi e in poche altre e si pone l’obiettivo di formare i nuovi educatori di Azione Cattolica.

Si tratta di un percorso formativo fatto di relazione, discernimento, impegno e qualche sacrificio.

Relazione, perché è nell’incontro con l’altro che si cresce e si sperimentano nuove modalità di stare nel mondo, inteso come contesto di vita.

Discernimento, perché il servizio educativo deve essere una scelta. I bambini e i ragazzi che incontriamo hanno il diritto di avere educatori formati e consci di ciò che stanno facendo e dell’importanza del loro operare. Talvolta qualcuno, grazie al CPA, capisce che la sfera educativa non è la sua strada e sceglie un altro tipo di ambito!

Impegno, perché sono presenti 4/5 incontri all’anno obbligatori per due anni e sappiamo bene quanto, al giorno d’oggi, sia difficile incastrare tutto.

Sacrificio perché i ragazzi fanno una scelta consapevole e motivata dalla passione che li spinge a volersi mettere in gioco nel servizio educativo. Questo comporta darsi delle priorità.

Prima di tutto, quindi, il CPA è un percorso di crescita per i ragazzi che lo frequentano, i quali tendenzialmente sono nell’età della scuola secondaria di secondo grado, quindi parecchio giovani.

Sappiamo bene come, a questa età, non si ha chiaro chi si è o cosa si farà “da grandi”. Speriamo di aver lasciato ai ragazzi un semino, che forse fiorirà o che forse rimarrà dentro di loro come un bel ricordo.

Vi lasciamo qualche “perla” dei ragazzi stessi che durante l’ultimo incontro sono stati chiamati a riflettere sul percorso dell’anno. Crediamo che queste frasi possano essere significative e impattanti nel comprendere la profondità di pensiero di coloro che le hanno scritte.

Sulla dimensione vocazionale del percorso:

  • Dio non chiama chi è capace, lui rende capace chi chiama
  • La vocazione arriva quando è il tuo momento di trasmettere qualcosa a qualcun altro
  • La vocazione è ciò per cui sei scelto
  • Una chiamata può cambiare la vita

Sulla dimensione relazionale del percorso:

  • Il rapporto con l’educatore è importante perché sarà lui il tuo esempio futuro
  • Il gioco è relazione
  • Ho capito che non sono l’unica ad avere delle preoccupazioni
  • La relazione con i bambini è la cosa più importante che si può avere e bisogna sempre allenarsi e farci attenzione, con il gruppo e con il singolo bambino
  • È la tua mano che stringe la sua
  • Essere autorevole, autentico e lasciare ai bambini ciò che hai ricevuto tu precedentemente
  • L’educatore di oggi forma già l’educatore di domani

Da alcune frasi emerge come alcuni ragazzi che sognano di fare gli educatori hanno ricevuto tanto da educatori che hanno avuto nella loro vita. Ecco allora che la dimensione vocazionale e la dimensione relazionale si intrecciano: noi non facciamo gli educatori, siamo educatori.

Riconoscere l’importanza del ruolo che si ricopre come educatori di Azione Cattolica è importante per essere consapevoli della responsabilità che si ha nei confronti dei ragazzi che si incontrano. Una responsabilità che si coltiva con la formazione continua, perché i ragazzi cambiano insieme alla società e hanno il diritto di avere educatori preparati, pronti a trasmettere loro i Valori che Gesù ci ha insegnato. E lo facciamo con il metodo di AC, che rende tutto un po’ più speciale.

Speriamo, perciò, che la fine di questo percorso sia solo l’inizio di un cammino in AC in cui ciascuno può essere testimone dell’amore di Gesù per chi incontra.

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