MERAVIGLIOSA È LA VITA – esercizi spirituali ACR 2026

Se il chicco di grano non porterà frutto, morirà solo per se stesso. A cosa servirà l’amore racchiuso che ha? Neanche per se stesso!
Proprio le parole di questa canzone, chiamata “Chicco di grano”, hanno risuonato nella mia mente mentre Emanuela, sorella di Beata Benedetta Bianchi Porro, parlava ai bambini dell’ACR (Azione Cattolica dei Ragazzi) di Forlì-Bertinoro. Come ogni anno durante la Quaresima, i ragazzi delle medie e delle elementari hanno partecipato ai weekend di “Esercizi Spirituali” per giocare, stare insieme, divertirsi e soprattutto riflettere sulla storia di un personaggio, che possa donare loro una nuova prospettiva!
Quest’anno li abbiamo dedicati a Benedetta e la domenica mattina abbiamo ricevuto il grande dono di sentire la testimonianza di sua sorella Emanuela.

La vita di Benedetta è stata difficile, ma lo è anche raccontarla: chi ormai nella nostra società, sempre in cerca di benessere, vuole sentir parlare di sofferenza, di malattia, di morte? Eppure sono temi che ci riguardano tutti così da vicino, abbiamo così tante domande, così tanta fame di ragioni e di spiegazioni.
Ecco perché la storia di Benedetta colpisce: perché parla a ciascuno di noi e dice che esiste un modo più bello di amare la vita, che va oltre il dolore e oltre la morte!
Spesso l’errore che si fa è pensare a Benedetta come un modello irraggiungibile. Invece Emanuela ha esordito così nella sua testimonianza: “Santi non si nasce, si nasce biondi o bruni magari! No, santi si diventa piano piano, con la bontà e la fatica di migliorarci ogni giorno”. Il Signore desidera per ciascuno di noi la santità e ha per ognuno un progetto unico, irripetibile e meraviglioso per arrivarci! La vita di Benedetta ne è la prova: è stata serena nel Signore nonostante tutto!
Se ce l’ha fatta lei, ce la possiamo fare anche noi, compiendo il nostro possibile e offrendolo ogni giorno al Signore, che resta lì accanto a noi.

Leggendo le parole di Benedetta ho capito che un senso alla sofferenza non si può dare, ma si può incontrare ed è il volto di un Uomo che è lì, crocifisso con te, inchiodato insieme a te sulla tua croce. Non si può spiegare con la logica, perché l’Amore di Cristo va oltre ogni ragione, perché è perdendo la vita che la si riceve, come il seme che solo donandosi alla terra può sbocciare e portare molto frutto.
Benedetta ha intuito che la sua malattia era lo spazio per riflettere la luce di Cristo nella vita di chi le stava accanto, il suo dolore era il terreno fertile per far germogliare la storia che Dio aveva in mente per lei.
Ha lasciato tutto ai piedi del Signore, si è lasciata amare e guidare da Lui, si è fatta strumento docile nelle Sue mani.
Ha portato luce con le sue parole, ha donato se stessa e il suo corpo trafitto dalla malattia consumandosi come sale, che si scioglie per dare sapore alla Terra.

Che cosa meravigliosa è la vita, anche nei suoi aspetti più terribili! Ma la mia anima è piena d’amore e di gratitudine verso Dio

Elena Cicognani

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