Veglia di Adesione dell’Azione Cattolica diocesana
La sera del 7 dicembre la Basilica di San Mercuriale ha accolto la Veglia di preparazione all’Adesione dell’Azione Cattolica diocesana. Un momento di preghiera e di comunione che ha radunato soci, assistenti, sacerdoti e comunità insieme al nostro Vescovo, per consegnare al Signore il “sì” associativo che ciascuno ha rinnovato nelle parrocchie l’8 dicembre.
La Veglia è stata orientata dalla figura luminosa di San Pier Giorgio Frassati, recentemente canonizzato, e sull’icona biblica della trasfigurazione che accompagna il cammino associativo di quest’anno. La vita di Pier Giorgio, segnata da una straordinaria sintesi di carità concreta, impegno sociale e profondità spirituale, ha offerto la cornice per rileggere le tre dimensioni che l’Azione Cattolica desidera coltivare nelle proprie comunità: l’attenzione ai poveri e agli ultimi, la responsabilità nella costruzione del bene comune e la centralità della preghiera come sorgente di ogni scelta.
Dopo l’ascolto del Vangelo della Trasfigurazione, Icona biblica dell’anno, la Veglia si è snodata tra preghiera, canti e riflessioni guidate proprio dalle parole di Pier Giorgio, che amava dire: “Gesù viene da me ogni giorno nella Comunione; io vado a Lui servendo i poveri”. Per rendere più concreta la sua testimonianza, due giovani aderenti, Veronica ed Edoardo, hanno condiviso la propria esperienza, maturata anche grazie al cammino svolto all’interno dell’AC.
La prima è stata quella di Veronica, che ha condiviso il suo cammino di vicinanza ai poveri e ai dimenticati. La sua esperienza nasce da una scelta quotidiana di servizio maturata proprio grazie al percorso in Azione Cattolica, che l’ha aiutata a leggere la fragilità non come un ostacolo, ma come un luogo privilegiato di incontro con Cristo. Veronica ha raccontato come, attraverso gli incontri con persone ferite dalla solitudine, dalla povertà materiale o da quella spirituale, abbia riscoperto la forza del Vangelo che si fa gesto semplice, ascolto attento, presenza discreta. Le sue parole hanno ricordato a tutti che ciò che Papa Francesco definisce “scarti della società” non sono realtà lontane, ma volti che ci interrogano e chiedono prossimità. In questo senso, il cammino associativo le ha offerto un contesto comunitario capace di sostenerla, incoraggiarla e guidarla nel tradurre la fede in opere di carità concreta, sulle orme di Pier Giorgio che amava dire: “Il mio Gesù si nasconde dietro le miserabili facce dei poveri”, espressione che Veronica ha particolarmente interpretato durante la sua esperienza di missione in Bolivia dove è stata per sei mesi, durante i quali “ho vissuto al servizio di un popolo molto povero e da culture e usanze molto diverse dalle nostre. Tre anni fa ero lì a passare il periodo natalizio: di ciò che conosco del Natale li, apparentemente, non c’ era nulla.. niente luci, niente addobbi sfarzosi, niente tradizioni, niente regali. Eppure in realtà sentivo che non mancava niente: andavo a visitare i poveri nelle loro case , per portare viveri, cure e compagnia e lì, in quel niente, in quella sporcizia, in quel odore pesante incontravo Cristo nella sua culla ed era Natale come mai prima.”
La seconda testimonianza è stata quella di Edoardo, che ha approfondito il tema dell’impegno sociale e politico, dimensione imprescindibile della vocazione dell’Azione Cattolica. La sua riflessione è partita dalla consapevolezza che la fede non può essere confinata alla sfera privata, ma deve diventare criterio di scelta nella vita pubblica, nelle relazioni, negli spazi di responsabilità e partecipazione civile. Edoardo ha raccontato come l’associazione lo abbia educato al discernimento, alla capacità di leggere la complessità del mondo e alle dinamiche della vita democratica, invitandolo a considerare l’impegno sociale non come un’opzione accessoria, ma come una forma concreta di carità politica. Le parole di Pier Giorgio Frassati, che sosteneva che “la carità e la fede devono portare a un impegno serio nella vita pubblica”, hanno trovato eco nella sua testimonianza: l’essere cittadini attivi, attenti ai bisogni del territorio e alle ferite della società, diventa una vocazione da vivere con competenza, passione e senso critico. Edoardo ha sottolineato come il suo servizio in ambito civile non sia un percorso solitario, ma una responsabilità condivisa con la comunità cristiana che, attraverso l’Azione Cattolica, accompagna, forma e sostiene chi desidera contribuire alla costruzione del bene comune, ed ha interpretato con parole sue il motto di Pier Giorgio “Vivere, non vivacchiare”: “non vivacchiare oggi significa una cosa precisa: cercare di evitare di galleggiare. Vivacchiare è lasciarsi trasportare dalla corrente, è l’indignazione facile sui social network che dura lo spazio di un click, è lamentarsi che “la città non funziona” e poi non andare nemmeno a votare. Vivere è nuotare controcorrente. È spegnere il telefono e andare alla riunione di condominio o di quartiere, di consiglio pastorale o di Ac anche se è noiosa, perché è lì che si vive la comunità. È avere il coraggio di alzare la mano al lavoro per difendere un collega, o a scuola per fermare un atto di bullismo.“
La Veglia si è conclusa con un gesto simbolico carico di significato: la consegna dei frammenti di roccia benedetti, memoria di Cristo, roccia della fede, e richiamo alla montagna della Trasfigurazione. A ciascun partecipante è stato donato un piccolo sassolino, invito a cercare nella vita di ogni giorno luoghi in cui sostare in preghiera, lasciandosi trasformare dal Signore. Frammenti più grandi e decorati sono stati consegnati ai presidenti parrocchiali e interparrocchiali, come segno di continuità tra il momento diocesano della Veglia e la celebrazione dell’Adesione dell’8 dicembre.
L’invito finale è stato quello di scendere dal monte, come i discepoli, per tornare alle proprie comunità portando con sé la luce ricevuta. La testimonianza di San Pier Giorgio Frassati continua così a orientare il cammino associativo: un richiamo a vivere, e non vivacchiare, servendo i poveri, impegnandosi per la realtà che ci circonda e lasciando che la preghiera trasformi la vita.
